Vacanze estive e giornate in ufficio: il tempo delle emozioni

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Normalmente sei produttivo dalle nove alle diciotto, hai fame alle tredici e alle venti, fai pipì a metà mattina e metà pomeriggio. Non soffri per amore prima delle diciannove e piangi solo nei weekend. Per le restanti emozioni, aspetti le vacanze.

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Normalmente sei produttivo dalle nove alle diciotto. Ti viene sonno (quello vero) intorno alle ventitré, e dormi dalle ventiquattro alle sette e trenta circa.

Hai appetito alle tredici e poi alle venti, più un lieve languore alle undici e alle diciassette, in tempo per la pausa caffè. Normalmente fai pipì a metà mattina e a metà pomeriggio, poi, mentre ti lavi le mani, ti concedi nello specchio un fulmineo sguardo con te stesso, tanto per salutarti e ricordarti chi sei.

Non soffri per amore prima delle diciannove - proprio non puoi -, e non hai crisi depressive prima delle ventuno, dopo che sei tornato a casa, ti sei rifocillato come si deve e ti sei comodamente seduto sul divano.

Se devi piangere, lo fai nel weekend, che un pianto come si deve richiede per lo meno ventiquattrore di convalescenza, per via degli occhi gonfi e dell’umore che resta non proprio combattivo. Ridi due volte al giorno: una con il capo, che inizia a capire che sei disinvolto, e una con lo stagista, perché il vero leader è empatico.

Chiami la mamma prima di badgiare e il fidanzato/a in pausa pranzo. Se c’è da litigare, rimandate a dopo le venti, a costo di avere l’espressione tirata tutto il pomeriggio, da alleviare con qualche caramella offerta dal collega. Non sfoghi la rabbia tra le nove e le diciotto: la convogli verso le diciotto e trenta e verso le persone che guideranno le auto intorno alla tua, durante il tragitto per tornare a casa. Eccetto per le due crisi isteriche l’anno che ti concedi davanti al capo, che rientrano però nella categoria delle eccezioni, un po’ come le ferie.

Per essere molto felice o molto triste aspetti il venerdì pomeriggio, ma vanno benissimo anche le vacanze di Natale o quelle di Pasqua, per il resto devi essere medio. Tossisci solo tra le tredici e le tredici e tre quarti, oppure dopo le diciotto, e per prenderti il raffreddore aspetti il ponte di Ognissanti, o quello dell’Immacolata. Le tue ansie e le tue paure le concentri tutte tra le sette e trenta e le otto e trenta del mattino. Eventuali tic e manie ossessive, spariscono quando entri in ufficio.

E le emozioni più forti, quelle che diligentemente hai messo da parte giorno per giorno tra un report e una riunione, in attesa di poterle sfogare con qualcosa di forte tipo crisi familiare o entusiasmo pazzo? Ecco in tuo soccorso le vacanze estive: e vai allora con litigi e separazioni che in altri momento dell’anno non potresti permetterti, e magari un po’ di bungee jumping.

(Immagine flickr)

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