Il teatro della vita quotidiana
"L'incompetenza si manifesta con l'uso di troppe parole" - Ezra Pound
Il vero boom dell'epoca moderna è quello delle parole. Siamo una generazione di grafomani che tra blog e social network, siti, sitarelli email e chat produce un incredibile numero di parole pro-capite. Molte, troppe, si confondono, perdono peso.
Alcune sono nuove di zecca, altre gentilmente offerte da ricerche su Google e copia-incolla, con un conseguente tasso elevatissimo di riciclo.
Per questo l'idea alla base del film "The Words", "Le Parole", colpisce nel segno. Perché la questione dell'originalità delle parole diventa centrale sfociando nella lotta individuale contro l'oscura tentazione di "prendere spunto" e "ispirarsi a", in una quotidianità affollata da fonti e idee nuove.
Bradley Cooper è un aspirante scrittore in crisi (ridondanza: gli aspiranti scrittori sono in crisi per definizione) si ritrova tra le mani un misterioso manoscritto perduto, e non resiste alla tentazione di appropriarsi di quelle parole facendole passare per sue. Il libro ottiene un successo straordinario ma il punto, si deduce dal trailer (che trovi sotto), è che le parole non sono solo un involucro vuoto: hanno un legame profondo e reale con il loro contenuto. Appropriarsi delle sole parole non è possibile: se lo si fa, quelle si porteranno con sé tutto ciò che contengono, dolore mistero e chissà che altro.
Il film uscirà in Italia il 12 ottobre. Vedremo se questa storia riuscirà a centrare il suo ambizioso obiettivo e restituire un po' di peso alle parole, almeno nello spazio buio della sala e per la durata della narrazione. Se invece fallirà, poco male. Sarà solo un'altra manciata di scorie verbali da gettare nella nebulosa delle parole di troppo.
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