Strage Denver: James Holmes e lo star system dell'orrore

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Il volto dell'autore della strage di Denver impazza sul web: sequenze morbose di primi piani che indagano negli occhi e nelle pieghe del volto, alla ricerca di un po' di orrore, un barlume di malattia mentale, un segnale di follia omicida.

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Pochi giorni fa James Holmes compare davanti ai giudici. Ha i capelli arancioni e lo sguardo lontano. I suoi primi piani iniziano a fare il giro del mondo.

Eccolo lì l’assassino di Denver: il giovane neuroscienziato laureato col massimo dei voti autore della strage durante la prima di Batman, nel cinema in cui hanno perso la vita 12 persone e altre 58 sono rimaste ferite.

Poco a poco i dettagli si incastrano come in un puzzle: le armi usate, i soldi per averle, il diario, i disegni, la freddezza. Articolo dopo articolo, il personaggio prende forma.

James Holmes ha 24 anni e tipici lineamenti nord-americani, non dissimili da quelli dei protagonisti dei telefilm di oltre oceano.

Al punto che su twitter alcune ragazze si dichiarano fisicamente attratte dal killer: lo trovano “hot”, e allo stesso tempo si dicono turbate da quella sensazione. I loro profili vengono immediatamente ricoperti dagli insulti e dal disgusto degli altri utenti, alcuni account vengono chiusi.

Su tweetblog, che riporta il fatto, si parla di Hybristophilia: la psicopatologia che induce chi ne soffre ad essere sentimentalmente o fisicamente attratto da chi commette i crimini più efferati.

Intanto, però, siti, blog e social network di tutto il mondo fanno bella mostra dei primi piani di Holmes, neanche si trattasse dell’ultima star di Hollywood: photogallery che ne riprendono in sequenza il volto alla comparsa in tribunale, indagando ogni battito di ciglia, ogni respiro, ogni flessione della testa alla ricerca di un po’ di orrore, di un segnale di follia omicida.

Giurerei che il suo sia il volto più guardato del momento. Dal canto suo Holmes - lo si capisce solo dalla ripresa video - fatica a restare sveglio davanti ai giudici. Probabilmente è sedato, o sotto effetto di psicofarmaci. Non si esclude che possa venire condannato alla pena di morte. (L’immagine in alto viene da qui)

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