Il teatro della vita quotidiana
Sappiate che esistono teorie precise a proposito di una proporzionalità inversa tra certe dimensioni esibite e altre dimensioni reali.
Il bello dell'estate è che dalle dimensioni sovrumane della città - strade piazze distanze palazzi - ti sposti in posticini piccolini e raccolti, come quei paesini di mare con le stradine intricate e le piazzettine panoramiche e le chiesine in cima alle rocce a picco sul mare e le casettine col tettuccio e le piantine alle finestre.
Ti rifugi lì e torni finalmente a respirare, e di solito dici: questo è un posto a misura d'uomo.
Ti scordi le metropolitane, le lotte nei parcheggi e i palazzi con gli ascensori e te ne vai a spasso per le stradine in cerca dei ristorantini e saluti i passanti con un sorriso. Finché non svolti l'angolo del vicoletto che porta dritto al porto, e proprio sotto ad un delizioso balconcino, mentre un soffio dolce ti vento ti accarezza la guancia, ecco che qualcosa di enorme affronta maldestramente la minuscola curva della minuscola strada del minuscolo paese in senso opposto al tuo, del tutto fuori luogo con quel suo testone pachidermico in quella miniatura di posto, e quasi ti travolge, e come in un incubo ti trasporta indietro allo smog della città, alle code in tangenziale, allo spazio in difetto delle strisce blu, ai motorini che sgusciano e ai veicoli che ostacolano il passaggio. Si tratta di un oggetto che o lo odi, o ce l'hai, senza sfumature di grigio: è il Suv. Tu, non ce l'hai.
Del Suv ci chiediamo tutti (eccetto i proprietari di Suv) a che cosa cavolo serva quell'affare in qualunque luogo che non siano le paludi della morte. Dunque in città, dove non c'è neppure lo spazio per ingrassare, il Suv non è propriamente l'oggetto più smart che si possa avere l'intuizione di comprare. Nel posticino piccolino e rilassante delle vacanze di cui sopra, men che meno.
Se non si tratta di utilità, allora, si tratta di immagine. Ma cari proprietari di Suv: sappiate solo che esistono teorie precise a proposito di una proporzionalità inversa tra certe dimensioni esibite e altre dimensioni reali.
(Immagine Flickr)
dov'è che sei stata Vale hce ti sei traumatizzata così? e le zetatielle per i paesini piccini piccini non si fanno più??
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alle 13:54
Alessandro Armando
dove sei stata Vale che ti sei traumatizzata così? e le zetatielle per i paesini piccini piccini non si fanno più??