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Canone Rai per pc: il silenzioso dietrofront dell'azienda e quel talento naturale per l'innovazione

Mercoledì 22 Febbraio 2012, 11:34 in Attualità di

Confermando quella naturale spinta verso la modernità, la Rai ha proposto l'obbligo di pagare il canone anche a chi possiede un dispositivo in grado di connettersi ad internet, essendo i programmi disponibili sul web. Poi dici che Sanremo è antico.

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Come sempre al passo coi tempi, attenta all'innovazione e a dare segnali di modernità, la Rai ha proposto l'obbligo di pagare il canone anche a chi possiede un computer, tablet o altro dispositivo in grado di connettersi ad internet, essendo i programmi disponibili anche via web.

L'ha fatto appellandosi ad un decreto legge del 1938. Poi dici che Sanremo è antico.

Zitto zitto ha così iniziato a circolare questo video educativo:

Tuttavia, dopo la bufera delle proteste, leggo oggi su Rainews24 che è stato fatto dietrofront. Ieri, in una nota ufficiale è stato precisato che:

"La Rai non ha mai richiesto il pagamento del canone per il mero possesso di un personal computer", "la lettera inviata dalla Direzione Abbonamenti Rai si riferisce al canone speciale dovuto nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori"

Sarà, ma nel video sopra mi pare si dica proprio così, che "il canone è un'imposta legata al possesso di qualsiasi apparecchio in grado di ricevere trasmissioni televisive, quindi anche computer, tablet, smartphone". E con che vocetta squillante, poi.

Vabbè dai diciamo che ci hanno provato.

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