Il teatro della vita quotidiana
In una degradata periferia della New York del 1945, il comico dramma di una famiglia ebrea in una commedia pervasa dell'umorismo sottile di Woody Allen.
Siamo in una degradata periferia di New York nel 1945, dove una stravagante famiglia ebrea, in piena crisi economica, affronta la sua "ultima spiaggia" esistenziale. Qui, i personaggi vivono il loro comico dramma, tra gli effluvi insalubri che emanano i palazzi e le fabbriche che li circondano, rimandando ai simboli di un benessere irraggiungibile.
La commedia è immersa in un'atmosfera hopperiana, una favola postmoderna semplicissima e illuminante al tempo stesso, delicata e divertente, pervasa di un umorismo sottile e intelligente, degno del miglior Woody Allen.
È un'opera che conquista ed emoziona, catturando il pubblico con la magia dei suoi dialoghi e dei suoi personaggi. Per chi conosce Allen e la sua comicità, la sorpresa è notevole: il tono è diverso, più intimista e solitario, l'ironia è leggera, amara, sconsolata. I personaggi inseguono qualcosa che non trovano mai, ed i loro sogni svaniscono in uno straziante senso di impotenza.
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