Il teatro della vita quotidiana
Quando pensi al concetto di pittore, non pensi a René Magritte. Nella nostra mente Magritte non è "un pittore", proprio come la sua famosa pipa "non è una pipa" ("ceci n'est pas une pipe"). La sensazione è che l'arte di Magritte sia una cosa a sé.
Quando si pensa al concetto di pittore, non si pensa a René Magritte. Nella nostra mente Magritte non è "un pittore", proprio come la sua famosa pipa non è una pipa ("ceci n'est pas une pipe").
Ho sempre avuto la sensazione che l'arte di Magritte fosse una cosa a sé.
Quello che provocano i suoi quadri è una specie di ansia rassicurante: ansia perché non danno risposte ma mettono in crisi aspettative. Rassicurante perché è come se qualcuno svelasse, finalmente con onestà, che qualsiasi risposta sarebbe illusoria. L'unico senso allora è divertirsi col non-senso della contraddizione. È così che si fa pace col mistero.
Magritte gioca con l'inarrivabilità della conoscenza.
Davanti alle sue opere di solito si sorride: è uno stato un po' più acceso della pace che danno certi quadri di una certa pittura, quelli che troviamo "belli", e un po' più calmo del divertimento che si proverebbe davanti a un bambino che fa qualcosa di teneramente infantile.
È una reazione che sta più o meno a metà tra quei due mondi. Un velo al di là della realtà, ma non più lontano. Il luogo giusto per guardare le realtà in modo più nitido e, scoprendone l'essenza insensata e parziale, per liberarsi da essa.
Un luogo che si raggiunge decostruendo il "linguaggio", visivo, parlato e mentale, cui siamo abituati: ciò che ci intrappola alla nostra idea di realtà.
Oggi è il compleanno di Magritte e vogliamo ricordarlo.
Mi spiace se qualcuno è arrivato su questa pagina cercando informazioni e nozioni su di lui. Questo post non è altro che un'ordinaria dichiarazione d'amore per la sua pittura.
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