Prima al Teatro Quirino per "I Pugni in Tasca" di Marco Bellocchio: viaggio angosciante attraverso un dramma familiare

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L’atmosfera era quasi da serata hollywoodiana ieri al Quirino, per la prima de I Pugni in Tasca di Marco Bellocchio

L’adattamento per il Teatro del suo film del ‘67, dice Bellocchio, era stato negli anni un tentativo ripetutamente fallito : le varie proposte che gli erano state fatte non lo avevano infatti mai convinto, mancavano di personalità, erano semplici traduzioni teatrali della pellicola. La sfida alla fine ha deciso di affrontarla lui stesso.


La scena - e la soluzione spaziale è davvero interessante - mostra una casa nei suoi diversi ambienti, apparentemente protettiva ma che si rivelerà una via di mezzo tra un loculo ed una prigione

La famiglia è formata dalla madre anziana e non vedente e da quattro figli. Leone è affetto da ritardo mentale; Augusto fa da capofamiglia; Alessandro e Giulia sono capricciosi e morbosamente complici.

Si tratta di una sorta di famiglia-prigione, che è diventata un involucro vuoto, senza sentimenti. Tutto ruota intorno alla malattia - della madre e del figlio maggiore - che diventa così causa e giustificazione di un’immobilità terrificante: nessun sogno, nessuna ambizione muove Alessandro e Giulia, mentre Augusto cerca di restare ancorato alla propria normalità grazie al legame con Lucia, unico personaggio esterno.

Alessandro inizierà un percorso di riscatto personale attraverso la soddisfazione di alcuni istinti repressi, sempre però tutti interni all’involucro familiare: il suo percorso rappresenterà una sorta di implosione della famiglia stessa.

Lo spettacolo è coinvolgente ed anche piuttosto angosciante, lo consiglierei solo a chi pensa di essere in grado di gestire un viaggio crudo e tragico all’interno di quel mondo chiuso e misterioso che è la famiglia.

A sipario chiuso ho sentito infatti diversi commento simili tra loro in platea, tra cui riporto solo questo: “oh, a me mi ha inquietato”.

Regia Stefania De Santis. Con Ambra Angiolini, Piergiorgo Bellocchio. Al Teatro Quirino fino al 13 febbraio.

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