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L'Attivista, il Maniaco-depressivo e il Latitante: fenomenologia dei ruoli nell'era di facebook

Venerdì 4 Febbraio 2011, 13:13 in Attualità, Teatro e Vita di

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Che ci piaccia o no, la nostra vita quotidiana si è spostata in parte sulle pagine di facebook.

Il cambiamento è oggettivo ed è meglio prenderne atto: se la nostra vita sociale si è trasferita sulla nostra homepage, mi dico, cerchiamo di capire chi siamo diventati.

Si dice che nella vita recitiamo tutti delle parti in base al contesto in cui ci troviamo (lo dice Goffman, lo dice Pirandello e lo dice Shakespeare, tanto per citarne alcuni e metterli dentro a un unico calderone).

Accadrà dunque lo stesso anche sul social network che ingloba quotidianamente le nostre relazioni sociali?

Proviamo a fare un panorama dei ruoli feisbucchiani più comuni:

  • L'attivista. È sempre presente in chat e ci affolla la homepage con qualsiasi cosa: la canzone che gli piace, quella che gli fa schifo (e allora perché la posta?), il suo stato d'animo, articoli assurdi, persino il suo oroscopo del giorno. È impossibile sentirne la mancanza.
  • Il maniaco-depressivo. Pubblica solo frasi tristi sul senso della vita e sull'amore, riscuotendo grande successo tra le ragazze-crocerossine che puntualmente commentano facendogli complimenti per la sua profondità. Quando si accorge che i suoi amici iniziano a diminuire, prova a variare postando canzoni della Pausini.
  • Il latitante. Il suo wall trabocca di scritte del genere "Dove sei finito", "Sei sparito", rigorosamente prive di risposta. In chat è sempre offline, e si sveglia in media una volta ogni due giorni per scrivere un secco "Auguri" sul wall del festeggiato di turno.
  • Il persecutore.  Lo vedi in chat e scappi, ma appena ti distrai un attimo zacchete, ti contatta, ti commenta la foto, ti scrive sul wall.
  • L'estraneo misterioso. Paese di residenza: Nuova Zelanda. Amici in comune: 0. Eppure ti richiede l'amicizia e ti scrive pure "ciao"... misteri social.
  • Il qualunquista. Ci tiene a far sapere a tutti ogni cosa inutile che fa: "Pausa caffè", oppure "Apro la finestra ma continuo ad avere caldo" ritenendo probabilmente che sia di qualche rilevanza pubblica.

Questi sono solo alcuni dei ruoli più ricorrenti, ma in effetti le manifestazioni feisbucchiane del sè sono varie e colorate.

Infondo, facebook è solo un teatro in più

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04 Feb 2011
alle 14:26

Mirko C.

Il "maniaco-depressivo" è devastante!! Gran bel post :-)

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