Il teatro della vita quotidiana
Ambra Angiolini era "diversa" già quando aveva quindici anni. A noi bambine che guardavamo Non è La Rai lei non piaceva: troppo antipatica, troppo strana.
Da ragazzina sculettante, se pur scorbutica e di carattere, sembrava stesse prendendo una strada preoccupante quando si presentò nel film Favola, in cui faceva una figura barbina (non solo per colpa sua): aveva diciotto anni e interpretava (diciamo "vestiva i panni di", che "interpretare" è già parola grossa) una ragazza disillusa nei confronti della vita, che poi guarda caso incontra non semplicemente il principe azzurro in senso metaforico, ma un principe proprio.
Difficile parlare ancora di recitazione, ma una certa versatilità bisogna dire l'ha fatta vedere subito.
Nel frattempo infatti ha pure fatto la cantante, vendendo tra l'altro non poco, e condotto programmi televisivi (Generazione X, Super e altri). Dal 1997 si buttava invece sulla radio.
Finché la sua carriera confusa arrivava alla svolta: nel 2000 debuttava a teatro ne i Menecmi di Plauto, e vinceva un premio come attrice rivelazione dell'anno, e qualche anno dopo approdava al cinema quello vero, niente popodimeno che in Saturno Contro di Ozpetek.
In questi giorni ce la troviamo al Teatro Quirino di Roma che interpreta Giulia nell'adattamento teatrale de I Pugni in Tasca di Marco Bellocchio, e contemporaneamente al cinema nella commediola Immaturi.
Nessun commento, se non un fatto: Giorgio Albertazzi l'ha definita "un grande talento del nostro teatro".
Il volto di questa donna, che è pure protagonista delle cronache rosa per la storia con Francesco Renga con cui ha due figli, rivela un percorso di crescita personale sofferto, combattuto e riuscito. Brava Ambra.
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alle 13:57
Paolo Siciliano
Stava sulle scatole anche a noi ragazzini. Ricordo i commenti dei più grandicelli al bar sotto casa: "Hai visto, Ambra oggi ha pianto" "Si, ahahah". "Hai visto, Ambra è inciampata mentre ballava" "Si, ahahah". "Hai visto, Nonèlarai ha chiuso" "Si, ahahah".
Per ridere ci si accontentava di poco, ai tempi.