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L'Amore Difficile, nel Teatro e nella Realtà

Mercoledì 12 Gennaio 2011, 14:11 in Sempreverdi di

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In scena al Teatro Argentina di Roma L'Avaro di Molière, fino al 16 gennaio, per la regia di Luigi De Filippo.

L'Avaro è una delle più apprezzate tra le commedia di Molière e anche delle più classiche, nel senso che contiene tutti gli elementi tipici del teatro comico: il difetto maniacale del protagonista (l'avarizia), la servitù intrigante, l'amore contrastato dei giovani. Non è sul motivo principale della commedia che mi soffermo - appunto l'avarizia -  ma su quest'ultimo: l'amore contrastato.

Sì, nel teatro, nei romanzi, nella mitologia, nei film, l'amore è sempre contrastato, difficile, un'impresa. Perché? Nella vita è così?

Mi fermo a pensare agli amori felici che mi circondano: qualcuno è frutto di un percorso sereno, estremamente semplice. Qualcuno invece ha dovuto superare degli ostacoli grossi, esterni o interni. Altri ancora sono un continuo processo di lotta, costruttiva e distruttiva.

C'è una differenza di qualità tra gli amori semplici e quelli difficili? Inutile negare che buona parte delle persone è attratta dalle difficoltà, soprattutto in campo sentimentale. Un motivo ci sarà. Forse le difficoltà rappresentano una sfida, forse in fondo a noi sappiamo che affrontarle ci farà crescere.

Carl Jung dice che:

l'uomo ha bisogno di difficoltà: sono necessarie alla salute.

Noi prendiamo appunti.

(La foto è presa da Flickr, album di Serge Melki)

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12 Gen 2011
alle 16:02

bora

ma di difficoltà in difficoltà, la salute quale  sarà?

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