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Il problema di essere se stessi. "L'Appartamento" al Teatro Quirino.

Lunedì 17 Gennaio 2011, 16:43 in di

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Al Teatro Quirino è in scena fino al 30 gennaio "L'Appartamento", per la regia di Patrick Rossi Gastaldi, con Massimo D'Apporto.

La commedia è tratta dal film capolavoro di Billy Wilder, satira amara di una società senza scrupoli, alienata ed alienante in cui non conta il merito ma l'opportunismo, e in cui per andare avanti occorre annullare la propria persona. L'analisi poi si fa ancora più sottile, e dalla satira sociale si riflette sulla vacuità del potere.

Al protagonista si impone una scelta netta, o bianco o nero: da una parte l'amore (per una collega, che è anche l'amante del capo), dall'altra la carriera (accettando di prestare "l'appartamento" al capo per portarci le proprie amanti). Sono le regole della drammaturgia, necessarie per mostrare chiaramente allo spettatore quali sono gli opposti valori in gioco.

Nella vita solitamente la faccenda è un po' più sfumata, ma il dilemma è probabilmente quello centrale della nostra epoca

Da una parte "seguire il proprio cuore", rispettare i propri veri desideri senza scendere a compromessi con il mondo che ci circonda, che cerca di soffocarci con le sue regole. Dall'altra parte il "carrierismo": rinnegare la propria natura, rinunciare in un certo senso a se stessi, accettare del tutto quelle regole e cercare di ottenere il massimo che quel mondo può offrire, ad ogni costo.

Anche se i termini della questione possono essere diversi, la scelta dobbiamo farla tutti e la facciamo ogni giorno, che ce ne rendiamo conto o meno.

Ce lo impone una società che sembra aver posto solamente per alcuni tipi di personalità, di ambizioni, di talenti, e che non è in grado di valorizzare le infinite sfaccettature che ciascun essere umano racchiude. Il risultato è che chi, per natura, non corrisponde alle caratteristiche richieste da quei pochi ruoli predefiniti si sente sbagliato, ed è tagliato fuori. Oppure si adegua, si appiattisce, si adatta a ciò che gli viene chiesto. E la società si perde l'occasione di sfruttare il potenziale contenuto nelle differenze, e di estrarne valore aggiunto.

(La foto è tratta da Flickr, album di fotoarea.ch)

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